novembre 11, 2010

Tassazione in Italia

I proventi derivanti dal trading sui mercati valutari, erano tassati solo se le valute acquistate venivano tenute oltre i 7 giorni lavorativi prima di venderle e se il loro importo superava i 51.645,69 euro (100 milioni di Lire) (i-ter art.67 D.P.R. 917/86). Per questo motivo, la tassazione di tali attività in Italia era pressoché inesistente in quanto si usava nello stesso giorno chiudere e riaprire le posizioni, in modo da far cadere il vincolo dei 7 giorni richiesti dalla Legge per far scattare la tassazione.

La circolare la 102/E dell’ottobre 2011 dell’Agenzia delle Entrate ha modificato la vecchia norma in vigore fino al 2010 (i-ter art.67 D.P.R. 917/86), riconducendo i contratti forex tra i rapporti disciplinati dall’articolo 67, comma 1, lettera c-quater del TUIR. Secondo questa circolare i redditi, se percepiti da parte di un soggetto persona fisica non esercente attività d’impresa, sono soggetti ad imposta sostitutiva (ovvero con aliquota del 26% dal 1º luglio 2014, in precedenza era del 20% dal 1º gennaio 2013, e prima ancora del 12.5%) a norma dell’articolo 5 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461. Ai sensi dell’articolo 68, comma 8 del TUIR i suddetti redditi sono costituiti dal risultato che si ottiene facendo la somma algebrica dei differenziali positivi o negativi nonché degli altri proventi od oneri, percepiti o sostenuti, in relazione a ciascuno dei rapporti. Per l’Agenzia delle Entrate, i profitti Forex vengono quindi inquadrati come Plusvalenze di natura finanziaria (oltre al Forex ricadono in questa categoria anche tutti gli altri CFD, i prodotti futures e i forward).

Fonte Wikipedia®

2 commenti su “Tassazione in Italia

  • Salve chiedo consiglio a voi !!

    Premessa come interpretare questa cosa :”

    I proventi derivanti dal trading sui mercati valutari, sono tassati solo se le valute acquistate sono tenute oltre i 7 giorni lavorativi prima di venderle e se il loro importo supera i 51.645,69 euro equivalenti ai 100 milioni delle vecchie lire (i-ter art.67 D.P.R. 917/86).
    Per questo motivo, la tassazione di tali attività in Italia è pressoché inesistente in quanto si usa nello stesso giorno chiudere e riaprire le posizioni, in modo da far cadere il vincolo dei 7 giorni richiesti dalla Legge per far scattare la tassazione.

    Se ricorrono i presupposti indicati nella norma, cioè la giacenza sia superiore ad euro 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi continui si dovranno indicare nella dichiarazione UNICO le plusvalenze realizzate.”

    Ho mandato mail ai broker e mi hanno detto arrangiati col commercialista/ non possiamo consigliare perché non ci è permesso
    Allora ho parlato col commercialista e mi da detto per me ogni reddito di un residente in Italia va pagato ma………… per sicurezza chiedi ad un consulente della tua banca

    Allora vado in banca e………….. il consulente mi dice noi abbiamo prodotti alternativi ecc
    Ed io:”ma si paga oppure no la tassazione”
    Risposta:”non lo so”

    Allora chiedo ad un diverso commercialista e dice da quanto leggo nono dovresti pagare!!

    Insomma chiedo ad 1 anima pia del forum
    Se per caso facessi gain sul forex sulle valute(e conoscendomi è molto raro) e poi mi bonifico
    In italia ste maledette tassazioni sono da pagare o no?

    grazie

  • Tasse sul Forex: la situazione al 2014
    Nel 2012 il Forex è stato equiparato ai fini fiscali ai CFD, pertanto sui profitti dal trading sul Forex si paga la normale aliquota di Capital Gain e si possono scalare le minusvalenze sulle posizioni in perdita per determinare i profitti da trading alla fine dell’anno.

    In caso di bilancio finale passivo le minusvalenze subite possono essere utilizzate come credito sulle plusvalenze future o a compensazione delle tasse dovute nello stesso periodo per capital gain ottenuto su altri prodotti di investimento.

    Per chi opera sul forex con broker esteri si applica il regime fiscale dichiarativo: sarà cura del trader quindi richiedere la documentazione al proprio broker su tutte le transazioni effettuate e compilare di conseguenza i relativi campi nella propria dichiarazione dei redditi, versando quando dovuto le relative imposte.

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